Thursday, February 19, 2015

Carne più inquinante dei trasporti

L'industria del bestiame è responsabile da sola di una quantità di gas serra maggiore di quella emessa dai trasporti. Ridurre il consumo di carne e latticini è necessario, per non vanificare gli sforzi fatti nel contrastare il global warming.

 

 

Parigi: l'albero a vento nel contesto urbano

Dal 12 marzo al 12 maggio in place de la Concorde a Parigi sarà posizionato "l'albero a vento". Si tratta di un prototipo di una turbina eolica che emula un albero in grado di generare energia dalle foglie che si comportano come tante mini turbine eolichee. Il design permette di utilizzare ogni tipologia di vento in qualsiasi ambiente.

"L'albero a vento" è una struttura di 36 metri di altezza, composto da un tronco d'acciaio e rami con 100 dispositivi di plastica simili a foglie che agiscono come turbine in miniatura. Con l'ausilio di piccole lame situate all'interno della struttura delle foglie, quest'ultime ruotano anche con la più leggera delle brezze, alimentando piccoli generatori in ciascuno di esse.


"Il principale vantaggio della nostra tecnologia è che funziona con un piccolo apporto di energia, in modo che possa funzionare con vento di 2 metri al secondo, a differenza di altre macchine che necessitano di 4 o 5 metri al secondo per andare avanti. Questo significa che iamo in grado di produrre energia su più giorni l'anno. " Lo dice iI creatore del progetto Jérôme Michaud-Larivière.

L'albero si inserisce bene in un contesto urbano. Non richiede un permesso di costruzione. Può sfruttare tutti i tipi di vento in un raggio di 360 gradi: turbolenze, vortici e altri fenomeni del vento. Il suo design è semplice, e non saranno visibili né cavi né generatori apparenti, perchè il sistema è integrato nei rami e nel tronco della struttura. Un altro grande vantaggio è che non produce alcun rumore. L'albero del vento è anche resistente ed è in grado di sopportare  tempeste di vento classe 3, e anche se una foglia si rompe, il resto continuare a funzionare senza alcun problema. Per esso si prevede un costo di 37.000 dollari, e anche se il prezzo è sicuramente alto, la società produttrice informa che l'albero si pagherà in due anni ed è abbastanza potente da garantire l'autonomia elettrica di una famiglia di quattro persone.

Immagine: bigthink.com

from il professor echos

Marocco: il più grande impianto solare del mondo


E' in atto in Marocco, nella regione di Ouarzazate, soprannominata "la porta del deserto", ad un'altitudine di 1.160 metri (3.810 piedi) nel bel mezzo di un altopiano a sud delle montagne dell'Atlas Mountains, la costruzione del più grande impianto di energia del mondo. Una volta completate le 4 fasi di costruzione previste, il complesso solare consentirà di risparmiare circa 800mila tonnellate di CO2 all'anno.

L'agenzia dell'energia solare marocchina ha già completato la vendita all'asta delle fasi 2 e 3 del progetto a concentrazione solare termico (CSP project). Questi progetti sono in aggiunta all'altro progetto di 160 MW già in costruzione da parte della ACWA Power dell'Arabia Saudita. La capacità totale delle tre fasi sarà di circa 500 MW.

La prima fase prevede un impianto di energia solare termica basato su riflettori parabolici,
La fase 2 include un progetto di 200 MW che utilizza la stessa tecnologia (contratto stimato in 1 miliardo di euro) , mentre la terza fase avrà una capacità di 150 MW e utilizzerà la tecnologia della torre di energia solare. Una quarta fase dovrebbe avere una capacità di 50 MW basata sulla tecnologia fotovoltaica (PV).

I  consorzi che hanno fatto un'offerta per il progetto delle prime tre fasi sono guidati da Abengoa, Sener Group, and International Power (GDF Suez). Ad essi si aggiunge poi un altro consorzio guidato dalla francese EDF.

I progetti fanno parte di un'iniziativa del governo per la produzione di due gigawatt di energia solare entro il 2020, il che equivale a circa il 38 per cento dell'attuale capacità di generazione installata in Marocco e fornirà il 18% della produzione annuale di energia elettrica del Paese.

Il Marocco si è assicurato un prestito di 654 milioni di euro da parte del ministero per l'Ambiente tedesco per cofinanziare due impianti di energia solare in un valore stimato a 1 miliardio e 700 milioni di euro. Parteciperanno al finanziamento della possente opera solare la Banca mondiale con 300 milioni di euro, la Banca africana e la Banca europea per gli investimenti.

Immagine: econews.com.au


from il professor echos

Effetto serra: il grande aiuto viene dalle praterie marine

Le praterie di posidonia (seagrass meadows ) sono molto legate alle emissioni di gas a effetto serra e svolgono un ruolo importante nel ridurre la quantità di anidride carbonica  nell'atmosfera. Esse fungono da serbatoi di carbonio su scala globale e la conservazione e la rivegetazione delle aree fortemente colpite, può aiutare a mitigare le emissioni di origine antropica

Un team internazionale di ricercatori ha scoperto che la scomparsa della posidonia potrebbe contribuire al rilascio di anidride carbonica conservata per secoli sotto il mare.

Queste insolite piante fiorite marine sono chiamate "fanerogame", hanno foglie  lunghe e strette e crescono in grandi prati sottomarini che assomigliano ad un pascolo frequentato da una gran varietà di creature marine che si alimentano di biomassa e sedimenti. Ma rappresentano anche più del 10% di immagazzinamento di CO2 dell'oceano e, per ettaro, valgono almeno il doppio dell'anidride carbonica immagazzinata dalle foreste pluviali.

Ogni anno, le praterie di fanerogame sequestrano circa 27 milioni di tonnellate di CO2, ma sono minacciate dalla pesca a strascico, dalle tempeste violente e naturalmente dal  riscaldamento globale, destinato a causare danni, con conseguente rilascio di grandi quantità di CO2 nell'atmosfera.

I ricercatori hanno valutato se la rivegetazione  dei prati subacquei può essere efficace nel ripristinare la loro capacità di agire come serbatoi di carbonio in relazione al tempo necessario per affrontare la grande sfida di riduzione delle emissioni per i prossimi decenni.

Scrivendo in un articolo pubblicato sul Journal of Ecology, i ricercatori dicono che i risultati suggeriscono che il ripristino delle praterie di posidonia impedirebbe l'erosione di importanti depositi di carbonio organico.

"Queste aree possono  catturare e immagazzinare il biossido di carbonio atmosferico, ma possono diventare anche  fonte di questo gas erodendo e liberando il gas intrappolato da decenni e secoli nel prato  marino", ha detto il professor Núria Marbà, del Mediterranean Institute for Advanced Studies in Spagna, autore principale di questo studio.

Immagine: blogs.scientificamerican.com

from il professor echos

Friday, January 30, 2015

La mostruosa crescita del trasporto merci è già iniziata

Entro il 2050 il trasporto merci internazionale si quadruplicherà. A causa di questi profondi cambiamenti nei flussi commerciali mondiali, le emissioni di CO2 dovute al trasporto merci aumenteranno del 286% . Le emissioni del trasporto merci scaricherà più anidride carbonica rispetto al traffico passeggeri e diventerà così la principale fonte di emissioni di CO2 entro la metà del secolo.

Il corridoio Nord Pacifico supererà il Nord Atlantico come corridoio commerciale più trafficato al mondo in termini di volume di merci (in tonnellate-km), in forte crescita di 100 punti percentuali del Nord Atlantico. Anche il corridoio Oceano Indiano avrà una grande crescita, con un volume di merci quadruplicato.


Questi sono solo alcuni aspetti messi in luce presso l' ITF Transport Outlook 2015, presentato ieri presso la sede dell'OCSE a Parigi.

"Il prevedibile aumento del trasporto globale rappresenta una sfida senza precedenti per i sistemi di trasporto di tutto il mondo", ha detto il segretario generale ITF José Viegas.


Immagini:  www.internationaltransportforum.org/

by il professor Echos

Monday, December 15, 2014

Carbon credit

Uno degli strumenti principali sviluppati per mitigare i cambiamenti climatici è la creazione di mercati delle quote di emissione di gas di serra. Ecco allora il carbon credit, (credito di carbonio), uno strumento finanziario che rappresenta una tonnellata di CO2 (anidride carbonica) o CO2e (anidride carbonica gas equivalenti) rimossa o ridotta dall'atmosfera da un progetto di riduzione delle emissioni, che può essere utilizzato, per governi, industria e privati per compensare le emissioni dannose di anidride carbonica che stanno generando.

In base agli accordi di Kyoto sulla riduzione dell'inquinamento, le aziende che producono meno gas serra del tetto assegnato, possono vendere la parte rimanente (per arrivare al tetto) alle aziende che inquinano di più, così da poter rientrare nei parametri. In poche parole, cedono ad altri la possibilità di emettere la loro quota d'inquinanti.

Ma non sempre questo perverso meccanismo funziona.

Ne riparleremo. Nel frattempo v'invito a leggere (in inglese) QUESTO articolo.
The Forest Mafia: How Scammers Steal Millions Through Carbon Markets
When the product is invisible, the cons are endless.


Immagine: NYTIMES


Friday, November 14, 2014

Il global warming può portare ad un incremento dei fulmini.


In uno studio appena uscito sulla prestigiosa rivista Science, un team di ricercatori fornisce una previsione allarmante: il riscaldamento globale può portare ad un aumento significativo una magnitudo (carica elettrica scaricata a terra) di fulmini.

"Anche con il riscaldamento di pochi gradi Celsius, è possibile ottenere alcuni impatti climatici molto grandi - in questo caso, un aumento del 50 per cento dei fulmini", dice l'autore dello studio David Romps, ricercatore presso la University of California, Berkeley

La ricerca è stata effettuata con assistenza di informazioni da una rete statunitense di rivelatori di fulmini.

Romps spiega che ci sono due fattori centrali che fissano la fase atmosferica per un fulmine. La prima è la quantità di acqua o precipitazione, e il secondo è l'instabilità dell'atmosfera, una situazione che permette all'aria di salire rapidamente "Per simulare un fulmine durante un temporale, c'è bisogno di acqua in tutte e tre le fasi - gas, liquido, solido - e si ha bisogno di un rapido aumento delle nubi in grado di tenere tutta l'acqua sospesa nell'atmosfera per generare la carica di separazione".ha detto.

I ricercatori hanno semplicemente esaminato come i due parametri: "precipitazioni e instabilità", più tecnicamente definita come convective available potential energy or CAPE (energia potenziale convettiva disponibile o CAPE), in un cambiamento di scenari climatici, dovrebbe generare un fulmine. Il risultato è stato che mentre le precipitazioni possono aumentare in alcune aree sotto il riscaldamento globale, il CAPE è sicuramente destinato ad aumentare, e questo, secondo il ricercatore, è il fattore centrale che porterà ad un aumento dei fulmini.

Immagine: www.bbc.com

Friday, September 19, 2014

Il buco dell'ozono si è ristretto

A volte, con molta comprensione, basta poco per trovare la soluzione che ci vuole. Quando questo avviene, il mondo può davvero stare insieme ed evitare una catastrofe ambientale prima che sia troppo tardi.

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite ritiene che strato di ozono che protegge la Terra sta restringendosi, iniziando a recuperare - dopo molteplici sforzi nel 1980 per eliminare gradualmente i CFC (clorofluorocarburi) - sostanze chimiche che sono state ampiamente utilizzate nei frigoriferi e condizionatori  d'aria. Queste sostanze chimiche hanno già mangiato un enorme "buco" nello strato di ozono sopra l'Antartide, e il danno si è subito diffuso più a nord. 

Ma l'emergenza resta il riscaldamento globale, che andrebbe affrontato con la stessa urgenza.

La ricostruzione dello strato di ozono che protegge la terra dalle radiazioni ultraviolette del Sole è a buon punto, grazie all'azione concertata contro i gas distruggi -ozono", si legge nel rapporto.

Senza la protezione della fascia di ozono, sempre più persone sarebbero esposte ai raggi UV. I tassi di cancro della pelle in molti luoghi potrebbero aumentare, come già è accaduto a Puentas Arenas, Cile, che si trova sotto il buco dell'ozono esistente. Punta Arenas è spesso indicata come la città più australe del mondo, che lo rende particolarmente
soggetto agli effetti del buco dell'ozono. Con il buco dell'ozono che si va restringendo, saranno evitati 2 mln di casi di cancro alla pelle entro il 2030.
.
Quei raggi UV possono anche danneggiare le colture e la catena alimentare marina.

by il professor echos



Wednesday, September 10, 2014

Aumento record dei gas serra

Le emissioni dei gas serra hanno raggiunto nel 2013 livelli record nell'atmosfera e negli oceani.              
Lo riferisce l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), delle Nazioni Unite, spiegando che si è registrato il maggior incremento di CO2 in un anno, rispetto al periodo 1984-2013.

Questo incremento è dovuto anche a una minore capacità della Terra di assorbire i gas. La stessa deforestazione e acidificazione degli oceani limitano la capacità della biosfera di reagire alle emissioni umane.

La biosfera è definita in biologia come l'insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali permettono lo sviluppo della vita.

L
eggi anche:
SEMPRE PIU' EMISSIONI INQUINANTI


Tuesday, July 29, 2014

Energia nel mondo

In tutto il mondo il 20,6 per cento dell'elettricità è generata da fonti rinnovabili: idroelettrico, geotermica, eolica, solare e biomasse.

La regione dell'America centrale e meridionale ha il più alto tasso di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (67,2%), più del doppio tasso dell'Europa e il quadruplo del Nord America.

acqua 

Diversamente dal sole o dal vento, l'acqua ha il vantaggio di essere facilmente immagazzinata, il che significa che le dighe possono fornire una energia costante richiesta. Ma le dighe richiedono important investimenti infrastrutturali creano sovente complicazioni con le ecologie locali.

vento

Le turbine eoliche raccolgono l'energia cinetica del movimento dell'aria sulla terra e la convertono in energia elettrica. I parchi eolici richiedono un'attenta pianificazione e possono rappresentare una minaccia per gli uccelli e altri animali selvatici.

solare 

L'energia del sole è enorme, ma è diffusa a intermittenza e non sempre è disponibile. Il suo calore può essere concentrato per generare vapore, oppure può essere direttamente convertita in elettricità.

geotermico

Il calore della terra può essere sfruttata per generare costantemente elettricità, ma funziona bene  in alcune parti del mondo in cui l'attività geotermica è alta.

biomassa 

Legno, coltivazioni e rifiuti possono essere bruciati per riscaldare e la cottura o trasformati in combustibili liquidi per le automobili. Le biomasse ed i combustibili da esse derivanti, durante la combustione, emettono nell'atmosfera una quantità di anidride carbonica più o meno corrispondente a quella che viene assorbita in precedenza dai vegetali durante il processo di crescita. L'impiego delle biomasse ai fini energetici non provoca quindi il rilascio di nuova anidride carbonica , principale responsabile dell'effetto serra.

energia fossile

L'anno scorso, petrolio, carbone e gas naturale hanno inciso per l'87 per cento sul consumo globale di energia. Il petrolio ha rappresentato il 33,1 per cento del consumo di energia a livello mondiale e rimane leader energetico a livello mondiale. Il carbone ha raggiunto il 29,9 per cento del consumo mondiale di energia, mentre il gas naturale, ha toccato il 23,9 per cento.

Rispetto al resto del mondo, gli Stati Uniti consumano gas naturale, più nucleare, meno carbone, e meno idroelettrico.

Immagine: www.green-the-world.net/